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CITTÀ (IN)VISIBILI

"A cross-over show between literature, music and art.
A meditation on today's cities through the words of Calvino's 'Invisible Cities' and the music of Castelnuovo Tedesco.​​"

 

in Italian
Gli attori

Riccardo Trovato: attore

Luca "Sten" Barachetti: disegnatore e muralista

Roberta Mangano: chitarra

Nicholas Nebuloni: chitarra e violino

 

Regia: Roberta Mangano

La performance

CITTÀ (IN)VISIBILI è un viaggio attraverso 7 città immaginarie, ispirato dalla penna di Italo Calvino, dalla musica di Castelnuovo Tedesco e dalla pittura di Francisco de Goya. 

Nel 1972 Italo Calvino pubblica "Le città invisibili", un romanzo ispirato al viaggio di Marco Polo per l'immenso impero orientale. Il viaggiatore descrive le città da lui esplorate, non solamente come un insieme di mura ed edifici, ma soprattutto come una rete invisibile di connessioni tra persone che condividono uno spazio comune. Le città sono luoghi di scambio, non soltanto scambi di merci, ma di parole, di desideri, di ricordi.

Un secolo prima, anche Francisco de Goya descriveva la realtà e la sua gente nelle litografie dei "Caprichos". Attraverso le sue immagini fantastiche, criticava e ironizzava la società del suo tempo. 

A queste opere visive si ispirò successivamente il compositore Mario Castelnuovo Tedesco, che nel 1961 pubblica la raccolta intitolata "Caprichos de Goya" per chitarra sola, in cui ogni brano diventa immagine sonora dei quadri del pittore spagnolo.

Ispirandoci alle parole e alla musica dei maestri che per primi hanno interpretato le città a loro contemporanee, la nostra performance mira a costruire insieme un senso di comunità e città. Gli artisti e il pubblico, condividendo lo spazio e il tempo della performance diventano parte di una rete di fili e relazioni (in)visibili. 

Un attore, nei panni del viaggiatore, e due musicisti dialogano sul palco, che ha per sfondo una scenografia vuota. Sarà un artista a riempirla e dipingerla dal vivo, rendendo così visibile la costruzione della città.

 

CITTÀ (IN)VISIBILI vuole anche essere un omaggio alle città che hanno combattuto l’emergenza coronavirus, rimaste per molto tempo vuote e invisibili. Come dice Calvino, solo pensando alle città come rete di persone e relazioni, più che a muri ed edifici, possiamo distinguere ciò a cui vale la pena dare spazio e farlo durare.